Quello che si può imparare sulla progettazione lavando un pavimento

La Camera Grande, come viene chiamata confidenzialmente non senza giusta solennità, è una stanza della casa dei nonni. …


“Si può vedere molto semplicemente guardando”

Lawrence Peter “Yogi” Berra (“not to be confused with Yogi Bear”)

Avrete notato come, fra molti entusiasti sostenitori della didattica innovativa, quando si tratta di celebrare le magnifiche opportunità offerte dalla pratica alla formazione dei designer (hands on, dice -dicono) è invalso il ricorso alla famosa massima attribuita a Confucio:

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”

E poi loro stessi fanno i podcast -o una stanza su Clubhouse.
I podcast, dove uno può giusto ascoltare: cioè dimenticare -se si dà retta al saggio. …


Decisioni&Disegnini (III)

Quello che sanno che sappiamo di sapere eccetera, come l’abbiamo visto finora

«La tattica è sapere cosa fare quando si ha qualcosa da fare; la strategia è sapere cosa fare quando non si ha niente da fare» dice Savelij Grigorevic Tartakover.

Oggi, evidentemente, non abbiamo niente da fare e quindi possiamo dedicarci alla più pura meditazione su come andrebbe fatto.

Anche se fino ad oggi abbiamo disegnato dei quadratoni spaccati al centro, quello che sappiamo e quello che non sappiamo non sono due metà; credo che ne siate consapevoli e non vi offenderete se ve lo rammento. …


Decisioni&Disegnini(II)

(sembra uguale ma non è)

Mentre come San Girolamo faticate nel vostro studiolo, lì fuori una massa di ostinati almeno come voi non se ne sta con le mani in mano, macché: sta facendo cose simili alle vostre, visto che le necessità sono diffuse, altrimenti non sarebbero avvertite come tali e quindi a nessuno interesserebbe spenderci soldi e fatica per alleviarle, e nessuno vi avrebbe fatto quella telefonata.

Che cosa fanno quelli che sono altro da voi? Che cosa sanno? E come quello che sanno può influenzare il vostro lavoro? Proviamo a usare lo stesso strumento di classificazione delle conoscenze disponibili.

La logica è la…


Decisioni&Disegnini (I)

solo grazie a Chiara Ciaccheri

Ho iniziato a scrivere queste note con l’intenzione di farne appunti per un corso di progettazione. Il corso si sarebbe chiamato “progettare l’incertezza” e m’era venuto in mente per via del frequente (molto frequente) caso in cui persone che hanno a cuore argomenti pratici di pubblico interesse - sia esso economico, politico, sociale- sollevano un problema che finiscono per discutere senza risolverlo.
Se vi suona confuso ripensate a quando (tipicamente nelle peregrinazioni social-professional-comunicative) leggete cose come il già citato: “…per provare a immaginare come ridisegnare [aggiungere qui una cosa a piacere]”.

Con una buona dose di hybris mi sono lanciato…


Sapete fare solo quello che avete già fatto

Julie Andrews — Mary Poppins (Robert Stevenson — 1964)

Le cose sono difficili e ve ne accorgete (solo) quando le fate: prima di farle bene potrete riuscire a mettere insieme così tanti errori che vi verrà da chiedervi “ma non posso chiedere a qualcun altro di fare questa cosa per me? Lo pago!”

Non importa quanto sembri facile un compito, riuscirà sempre a sorprendervi la capacità di nascondere insidie, alcune così velenose da venir fuori dopo lungo tempo.
Voi costruite qualcosa, provate a farlo funzionare a dovere e ditemi se poi non resterete meravigliati ogni volta che la vostra radio o il vostro motorino si avvia premendo un tasto…


operetta morale sull’importanza della definizione delle prestazioni nella specifica

Istruzioni stile Ikea per un panino (Tien Vū su Behance)

“Il sandwich è stato inventato dal conte di Sandwich”, si legge fra le altre cose nell’illuminante brano Sì, ma la macchina a vapore può farcela? di Allan S. Konisberg.

In quella si ripercorre l’iter faticoso dell’invenzione del tramezzino con puntuali rimandi e riferimenti che all’uomo del XXI secolo possono apparire iperbolici finché questi non dovesse scontrarsi con la beffarda realtà nella quale invece chi vi scrive s’è imbattuto talvolta in pausa pranzo.

A Milano, in via Broletto c’è uno di quei posti per mangiare che negli anni 80 del millenovecento si chiamavano paninoteche. Com’è nella consuetudine di queste attività commerciali…


come dovrebbe pensare un ingegnere (II)

da “Mini Weapons of Mass Destruction” di John Austin (non il giurista)

Stiamo operando nel mondo reale, il progettista interviene su situazioni esistenti vincolate da diverse restrizioni ed in questi ambiti deve sapersi muovere per ottenere il risultato richiesto. Risolvere un problema significa rappresentarlo in modo che sia evidente la sua soluzione.
Cioè a dire: ogni problema presenta nelle sue conclusioni quello che era implicito nelle sue premesse. Avete tutto sotto gli occhi, dovete saper vedere come stanno le cose e capire come invece potrebbero stare.

Se vi eravate distratti a proposito dei sistemi formali è il momento di andare a riprenderli e se credete che non ci sia disciplina in questa…


come dovrebbe pensare un ingegnere (I)

Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa — Aula B11

Quando è toccato a me ero troppo coinvolto per cogliere la faccenda ma il fatto è che le scuole di ingegneria non insegnano a progettare.

La scuola che mi ha formato mi ha bombardato di fondamenti di fisica e matematica, assillato con poderosi presìdi di scienze applicate e solo in ultimo, pur se con impegnativissime prove, mi ha messo nella condizione di progettare qualcosa.
Su 30 esami sostenuti forse 3 richiedevano la redazione di un progetto e il postremo, poderoso Costruzione di Macchine ti metteva di fronte alla tua pochezza miserabile di giovane presuntuoso; il professor Carmignani ci avvertiva con…

Pensa come un ingegnere

Mechanical Engineer+Teacher+(R&D Advisor). I design: machinery * I deal with: interactive systems * I teach: tech culture. Permutation of terms is allowed.

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